Chi siamo

ISA AFRICA è un gruppo di lavoro a scopo umanitario, senza fini di lucro. Nasce a marzo 2023 dalla proposta della dottoressa Anne Falcou, durante il IX congresso nazionale sull’ictus cerebrale a Lecce. Il gruppo fa parte di ISA-AII (Italian Stroke Association – Associazione Italiana Ictus) ed è composto da professionisti del settore. L’obiettivo è promuovere la prevenzione e la cura dell’ictus nei paesi dell’Africa Subsahariana (SSA), dove l’aumento della popolazione e dell’aspettativa di vita, nonché la crescente prevalenza dei fattori di rischio vascolare, rendono la patologia cerebrovascolare un serio problema di sanità pubblica. L’idea è di contribuire a una sanità globale che sia di sostegno anche alle popolazioni più vulnerabili, affinché si possano garantire ad ognuno, una persona alla volta, uguali opportunità.

Il gruppo ha il compito di avviare percorsi formativi per i medici africani, da svolgere online e in loco, di attuare campagne di prevenzione delle malattie cerebro-vascolari nei paesi della SSA e di contribuire all’attivazione di unità di cura dedicate all’ictus nelle strutture ospedaliere africane.

I nostri principi

UGUAGLIANZA – Ogni essere umano ha diritto a essere curato. Le migliori cure possibili devono essere distribuite equamente e senza discriminazione di nessun genere.

CORRESPONSABILITÀ – Essere sempre capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo”.

AUTODETERMINAZIONE – Lavorare fianco a fianco per contribuire a creare uno spazio dove ognuno possa agire secondo le proprie capacità.

Rete Ictus a Kinshasa (RDC): il progetto

Negli ultimi vent’anni i progressi nella prevenzione e nel trattamento dell’ictus ne hanno significativamente ridotto la mortalità e la morbilità a livello globale. Tuttavia, questo andamento non è osservabile nei paesi a reddito medio-basso, dove contestualmente si registra un considerevole incremento dell’incidenza, sia per l’aumento dell’età media, ma soprattutto per l’aumentata esposizione a importanti fattori di rischio (individuali, come l’adiposità, la glicemia, la pressione, il fumo e l’alcol, ma anche ambientali, come l’inquinamento e il riscaldamento globale).

ISA AFRICA ha stretto un accordo di collaborazione con l’ospedale di Monkole, a Kinshasa, capitale della Rep. Dem. Del Congo, il paese che registra forse il maggiore aumento dei casi di ictus, ma comunque privo di una rete sanitaria che possa rispondere alle esigenze dei cittadini. Infatti, né l’ospedale universitario pubblico (UniKin), né altri ospedali, pubblici o privati, hanno un’unità operativa dedicata allo stroke. Allo stato attuale, un ristretto numero di pazienti viene ricoverato in reparti di medicina o terapia intensiva, senza un protocollo specifico di trattamento e gestione delle complicanze, solitamente qualche giorno dopo l’esordio dei sintomi. La TC è appannaggio di pochi e non c’è disponibilità di terapie di fase acuta.

Nell’Ospedale di Monkole, nel 2022, sono stati ricoverati 167 pazienti per ictus, di cui 71 in medicina e 96 in terapia intensiva. Con un’incidenza stimata di 316 casi/100,000 abitanti per anno e considerando la popolazione di Mont-Ngafula, il numero di ricoveri è significativamente più basso di quanto atteso. Questo significa che gran parte dei pazienti non accedono affatto all’ospedale e quindi a un trattamento appropriato.

Il progetto, della durata totale di 18 mesi, prevede una serie di missioni in loco che hanno l’obiettivo di avviare un’Unità di Trattamento Neurovascolare e così contribuire a creare gradualmente una Rete Ictus territoriale. Non meno importante è il proposito di allestire un ambulatorio dedicato per seguire i pazienti nel tempo e di promuovere un programma di prevenzione nella popolazione generale.

Gli obiettivi nello specifico:

  1. la definizione logistica della Stroke Unit all’interno dell’ospedale e la raccolta dei materiali necessari per il suo corretto funzionamento (entro febbraio 2024);
  2. la formazione dello staff, medico e infermieristico;
  3. la progressiva creazione di una Rete Ictus, che prevede: -un’assistenza medica territoriale; -l’accesso al dipartimento di emergenza; -una TC cranio basale; -il ricovero in Stroke Unit;
  4. l’apertura di un ambulatorio neurovascolare (entro giugno 2024), per la prevenzione primaria di pazienti ad alto rischio vascolare e il follow up di pazienti dimessi dalla SU;
  5. l’organizzazione di attività di prevenzione primaria cerebrovascolare attraverso campagne di informazione e giornate di screening (eseguite nel corso delle missioni).

Ciò che ci auguriamo al termine di questo progetto è la completa autonomia dell’ospedale di Monkole nella gestione del paziente con ictus, pur mantenendo i contatti nell’ottica di una collaborazione permanente.

La missione: Kinshasa 2023

La prima missione è partita il 25 ottobre 2023, per una durata totale di undici giorni. In sette ci siamo incontrati all’aeroporto di Roma Fiumicino, diretti verso l’aeroporto di N’djili di Kinshsasa. Tra di noi, quattro sono neurologi vascolari e tre sono medici in formazione specialistica in neurologia.

Incontrati i nostri colleghi congolesi, abbiamo avuto modo di discutere del progetto e di lavorare insieme. Sin dal primo giorno, le prime ore per essere più precisi, siamo stati accolti da Dieudonné, uno studente di medicina laureatosi poche settimane dopo la nostra partenza, che ci ha accompagnato per il resto della missione.

Sono stati svolti workshop, simulazioni, discussione di casi clinici e incontri per decidere insieme i prossimi passi.

Dopo aver visto come è organizzato l’ospedale di Monkole, abbiamo collaborato nei diversi reparti per la gestione diagnostico-terapeutica dei pazienti neurovascolari, nella fase acuta-subacuta in Pronto Soccorso e nella fase seguenti, durante la degenza in medicina e in terapia intensiva.

I workshop erano quotidianamente svolti insieme a gruppi ristretti di medici e studenti. A partire da un approccio teorico, siamo passati successivamente alla pratica: abbiamo visitato i pazienti, eseguito degli ecoDoppler e letto delle TC. Inoltre, è stata eseguita una simulazione di codice rosso neurovascolare in Pronto Soccorso insieme a medici e infermieri, dall’arrivo del paziente in triage, passando per la valutazione neurologica, il posizionamento dei device necessari, l’esecuzione della TC e fino alla pris en charge.  

Al termine della seconda settimana sono stati designati i quattro letti (due uomini e due donne) del reparto di Medicina Interna adibiti a Stroke Unit. Inoltre, è stata fatta richiesta di registrazione al SITS (Safe Implementation of Treatments in Stroke), che ha successivamente accolto la nuova Stroke Unit dell’ospedale di Monkole nei suoi ranghi.

Parte fondamentale del progetto è rappresentata dall’accoglienza di colleghi del Congo nelle Stroke Unit italiane, con lo scopo di poter contribuire alla loro formazione in ambito neurovascolare. A gennaio è arrivato il primo, Bosenedi Chadrack, che verrà accolto all’ospedale Sant’Anna di Como.

Campagna di screening

In occasione della giornata mondiale dell’ictus, il 29 ottobre, insieme ai dottori Dieudonné, Gilbert, Nathalie e Prosper ci siamo recati all’Église catholique Saint-Norbert per eseguire una campagna di screening. Più di cento partecipanti hanno preso parte all’iniziativa. Attraverso parametri più o meno semplici quali l’età, l’indice di massa corporea, la pressione arteriosa, la glicemia e le comorbilità, abbiamo selezionato pazienti con aumentato rischio cerebrovascolare e li abbiamo invitati a un secondo incontro ambulatoriale. Qui, in modo totalmente gratuito, venivano eseguiti un ECG, un ecocolordoppler dei tronchi sopraortici e una visita finale più approfondita così da poter, se necessario, indicare al paziente eventuali visite specialistiche e aggiustamenti terapeutici. È stata stilata una lista di tutte le persone che hanno partecipato all’evento e al successivo controllo ambulatoriale, così da tenere traccia e programmare il follow up, sia telefonico che ambulatoriale.

Il più frequente fattore di rischio riscontrato nella popolazione valutata è stato l’ipertensione arteriosa, spesso misconosciuta. Inoltre, non mancavano pazienti con elevato indice di massa corporea. La valutazione delle comorbilità e dell’anamnesi patologica remota risentiva della mancanza di strategie di prevenzione, per cui abbiamo ragione di credere che fattori come la dislipidemia, l’ateromasia, le cardiopatie strutturali e aritmogene fossero sottostimati rispetto a quanto riscontrato. Durante lo sviluppo del progetto, grazie all’ambulatorio cerebrovascolare, ci auguriamo di poter inserire nella storia del paziente anche questi elementi, così da poter intervenire con maggiore efficacia nel campo dove si ha probabilmente più margine di azione: la prevenzione. Particolare attenzione verrà data anche al contesto socioeconomico da cui proviene il paziente, come viene già fatto in modo sistematico dai nostri colleghi congolesi, così da poter individuare fattori di rischio esterni all’ambito prettamente medico e poter inquadrare il paziente in modo trasversale.

Prospettive future

Nel prossimo futuro si sta organizzando un ciclo di webinar online, disponibili anche in lingua francese, che riprenderanno e approfondiranno i temi affrontati nei workshop.

In attesa della partenza della prossima missione rimaniamo in contatto per discutere i casi clinici e condividere protocolli e novità nella cura dell’ictus tramite incontri online bimensili. Ovviamente, nei prossimi mesi e nelle prossime missioni adatteremo il nostro intervento e i nostri progetti in base alla migliore conoscenza del territorio, delle realtà sanitarie e non, e alle esigenze dei colleghi e dei pazienti. Sono stati presi contatti con il dipartimento di neurologia di UniKin e si spera di poter in futuro intraprendere un progetto simile anche con loro, al momento centrato solo su incontri e webinar a distanza.

Nel frattempo, prosegue la raccolta fondi e la ricerca di bandi e sponsor che permettano la prosecuzione del progetto, ma soprattutto la sua evoluzione, potendo un giorno magari contribuire alla riduzione del carico che l’ictus rappresenta in questo Paese e nel mondo.

Contemporaneamente a questo si stanno portando avanti altri progetti, alcuni in fase di ideazione, altri in avvio. Eventuali interessati a partecipare ai lavori del gruppo possono iscriversi contattando la segreteria all’indirizzo: segreteria@isa.aii.com.

Ottimisticamente, nel tempo, riusciremo a coinvolgere più persone e più gruppi di lavoro, così da poter ampliare la scala di intervento e implementare la Rete Ictus nei paesi dell’Africa Subsahariana, perché un domani ogni essere umano possa ricevere le migliori cure possibili, indipendentemente dal Paese in cui si trova e dalla sua condizione economica e sociale.

ISA AFRICA, gruppo di lavoro di ISA-AII

L. Bruno, C. Ragaglini, L. Benedetti, S. Forlivesi, M.T. Di Mascio, V. Terruso, M. Mannino, A. Falcou.

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